Salute e benessere: il cibo come medicina senza rinunciare al gusto

Salute e benessere: il cibo come medicina senza rinunciare al gusto

Una ricerca Nielsen sui “superfood” rivela che i consumatori sono sempre più attenti all’alimentazione e interessati ai nuovi cibi salutari

(AGRA) – La ricerca “Health/Wellness: food as medicine”, realizzata da Nielsen su un campione di 30.000 persone in 63 Paesi di tutto il mondo, rivela che i consumatori sono sempre più attenti alla propria alimentazione e sempre più interessati a scoprire nuovi cibi salutari.

In Italia il 40% degli intervistati ha affermato che un regime alimentare controllato fa parte del proprio stile di vita. La metà degli italiani ritiene che i cosiddetti “superfood”, cibi caratterizzati da benefiche proprietà naturali, sono utili per prevenire varie malattie e sono di conseguenza più propensi ad acquistarli. Un italiano su tre (33%) li considera addirittura possibili sostituti delle medicine tradizionali. I preferiti sono quelli che uniscono le proprietà benefiche alla soddisfazione del palato: yogurt e noci, consumati rispettivamente dal 59% e dal 49% degli italiani convinti delle proprietà benefiche di questi cibi (52% e 48% di consumatori intervistati) ma scelti anche per il loro gusto (52% e 53% degli intervistati). Lo yogurt, in particolare, è il superfood più consumato in Europa (70%) e negli Stati Uniti (63%), seguito da fagioli e mirtilli per gli statunitensi (56% e 54%) e da tè e noci per gli europei (55% e 47%). Dopo lo yogurt gli italiani prediligono fagioli (47%, grazie al fatto che quattro italiani su dieci sono alla ricerca di fonti di proteine alternative alla carne), tè (46%), salmone (45%) e cacao (37%). L’apprezzamento del cacao è altalenante in Europa con un gradimento minimo in Germania (20%) e massimo in Spagna (52%).

Gli europei, a differenza degli americani, apprezzano molto le bacche: il 27% degli italiani e il 31% degli europei in generale consuma mirtilli blu, mentre le bacche di Goji sono più diffuse in Italia e in Francia (16% e 10%, contro il 5/6% di Germania, Regno Unito e Spagna). In Germania, invece, le bacche preferite sono i mirtilli blu e rossi (37% e 20%). Quasi sette italiani su dieci (68%) sono convinti delle proprietà benefiche delle bacche di Goji per la propria salute, la percentuale maggiore rispetto a tutti i superfood considerati (seconda è la curcuma con il 62%). La quota di consumatori che dichiarano di non includere alcun superfood nella propria dieta si ferma all’8% sia in Europa sia negli Usa, mentre in Italia è il doppio (16%).

Per intercettare pienamente questo bisogno – sottolinea Nielsen – occorrerà ampliare l’offerta e aiutare il consumatore a capire come inserire questi cibi nella propria dieta: il 42% vorrebbe infatti maggiori informazioni. I retailer hanno già iniziato a muoversi, tuttavia c’è ancora spazio per migliorare: se il numero di consumatori che riescono a trovare con facilità questi cibi è in linea con i maggiori paesi europei (30% in Italia, a fronte di un 28% in Germania e Gran Bretagna, 26% in Spagna e 32% in Francia), il 32% di intervistati fatica a trovarli nei negozi nella propria zona. Il trend salutistico è destinato a continuare nel prossimo futuro: tre intervistati su quattro, infatti, dicono di voler apportare cambiamenti alla propria dieta (75%) a fronte del 65% in Francia, del 64% in Gran Bretagna e del 61% in Germania. Il primo proposito è includere una maggior quantità di frutta e verdura nella propria dieta (40%). Seguono poi i desideri di ridurre alimenti percepiti come poco salutari: per quasi un italiano su tre (29%) sono i cibi con zuccheri aggiunti o caramelle/cioccolato, mentre per uno su quattro cibi con grassi saturi o trans.

Se i medici sono una fonte fondamentale per capire cosa può essere considerato salutare (il 21% forma criteri di giudizio sugli healthy food grazie a medici, ma anche a siti internet o famigliari/amici), il pack è fondamentale per veicolare l’idea e le informazioni di un prodotto: il 48% degli intervistati legge attentamente le etichette e per il 34% di essi è la principale fonte di informazione sulla healthiness (salubrità) di un cibo, mentre per il 28% lo sono le indicazioni sulle confezioni (ad esempio, ad alto contenuto di fibre, a basso contenuto di grassi, senza colesterolo). Questi dati sono allineati con altri paesi europei: in tutti i grandi paesi le etichette sono la fonte primaria di informazioni per decidere se un cibo può essere considerato salutare o no.

Nonostante il desiderio di un regime alimentare sano, c’è spazio per qualche golosità: il 51% degli intervistati pensa che permettersi qualcosa di più appagante ogni tanto vada bene nonostante la dieta e il 68% accetta l’utilizzo di moderate quantità di zucchero. Lo snacking è ancora diviso tra desiderio di qualcosa di buono e qualcosa di sano: se il 31% preferisce frutta e verdura per tappare i buchi tra i pasti, la prima opzione rimangono gli snack golosi per il 36% degli intervistati. Anche in questo caso occorre però intercettare la domanda dei consumatori: gli intervistati chiedono una lista di ingredienti semplici (58%) e un’attenzione alla quantità e qualità di zuccheri (che influenza gli acquisti per il 38% dei consumatori intervistati; il 64% di essi ritiene che gli zuccheri naturali siano più sani rispetto a quelli aggiunti in fase di produzione).

Gli ingredienti, zuccheri in particolare, hanno un impatto importante anche nella percezione delle bevande: il 42% degli intervistati controlla i livelli di zucchero, prediligendo quelli naturali come la stevia (solo il 12% non li ritiene un buon sostituto dello zucchero nelle bevande, a fronte del 37% per i dolcificanti artificiali). Questa attenzione si riflette anche nelle intenzioni d’acquisto dei prossimi mesi: gli italiani intendono infatti comprare più acqua naturale e succhi 100% frutta (rispettivamente il 17% e il 13% degli intervistati), diminuendo al contempo il consumo di bibite gassate e di bevande alcoliche (rispettivamente il 28% e il 27% dei consumatori intervistati).

(riproduzione riservata)