Largo consumo, qual è il Paese leader delle vendite online in Europa?

Largo consumo, qual è il Paese leader delle vendite online in Europa?

Provate a rispondere a questa domanda. La prima risposta che vi può venire in mente è la Gran Bretagna, per la presenza contemporanea in quel mercato di Ocado e Amazon. Nulla di più sbagliato! A sorpresa è la Francia: secondo Nielsen e la Fevad, la Federazione del commercio online, il 7,1% delle vendite dei prodotti grocery (alimentare e non food come gli articoli per la cura della casa e della persona) nell’Esagono avviene online; ma a determinare il primato tra i Paesi europei è il fatto che per l’81% l’acquisto avviene in modalità drive (prodotti ordinati online e ritirati dal cliente presso il punto vendita della grande distribuzione) contro il 19% della consegna a domicilio. In definitiva, il 5,7% delle vendite dei prodotti di largo consumo passa attraverso i punti vendita drive della grande distribuzione e solo l’1,4% per la consegna a domicilio. Nel 2018 in Francia il 40% delle famiglie ha fatto acquisti online, ma a fare la parte del leone non sono i pure player ma i punti vendita fisici. Da oltre dieci anni quasi tutte le insegne (ma il leader è Carrefour) hanno investito nei drive e recentemente accanto ai drive che prevedono il ritiro della merce in auto, sono nati i drive pietons, soprattutto in centro città, dove i clienti vanno a piedi a ritirare la merce acquistata online.

Dopo la Francia, nella speciale classifica delle vendite online c’è la Gran Bretagna con il 6,1%, ma nel Regno Unito sono i pure player con la consegna a domicilio a detenere la gran parte delle vendite; al terzo posto, distanziata, si posiziona la Germania con l’1,4%.

E l’Italia? La formula drive in supermercati e ipermercati è praticamente all’anno zero. Coop in Emilia Romagna e Conad in alcuni supermercati consentono il ritiro presso il punto vendita, ma con modalità che non hanno nulla a che vedere con i drive francesi dove si arriva in auto, si sosta in postazioni attrezzate, si apre il bagagliaio e un addetto consegna la merce già ordinata e pagata online. La formula prevalente scelta dalla distribuzione in Italia è quella della consegna a domicilio, che però presenta costi logistici e tempi di consegna superiori ai pure player. A questo si aggiungano le difficoltà di circolazione e di sosta nelle grandi città. Il drive presenta, viceversa, molti vantaggi per punti vendita come gli ipermercati che dispongono di grandi parcheggi nei quali è possibile allestire aree di ritiro. Inoltre, il drive può rappresentare un punto di forza e di differenziazione rispetto ai pure player dell’online con cui la distribuzione fisica è in concorrenza. Recentemente ho provato a chiedere ad alcuni manager della distribuzione perché non si sviluppano i drive nel nostro Paese; la risposta secca è stata: “in Italia non funziona!”. Ma come si fa a dirlo se neanche ci si è provato!

Sergio Auricchio

auricchio@agraeditrice.com