Abbiamo bisogno di più Europa

Abbiamo bisogno di più Europa

Ma fake news e ignoranza dilagano

È noto che le riforme non pagano in termini di consenso: spaventano fin dall’annuncio chi ne viene danneggiato e nell’immediato non entusiasmano coloro che se ne dovrebbero avvantaggiare. Inoltre, quando i vantaggi si concretizzano non si ricordano i meriti di chi li ha prodotti.

Questo è il destino dell’Unione Europea. Da quando è nata, sono state tante le novità positive che hanno interessato i cittadini e le imprese europee.

Per quanto riguarda il settore alimentare, che più direttamente ci interessa, basti citare la legislazione per la tutela dei prodotti Dop e Igp (l’Italia è il Paese che conta più denominazioni di origine in Europa), le norme mirate a garantire la salubrità degli alimenti, tra cui la messa a punto di sistemi di allerta, il contrasto alla pubblicità ingannevole e alle contraffazioni, fino ad arrivare alla recente direttiva per combattere le pratiche sleali nel rapporto tra la filiera agricola e i grandi gruppi della distribuzione alimentare. La vicenda legata all’approvazione di questa direttiva è un esempio di quanto indicato in apertura di questo editoriale. A contrastarne decisamente l’approvazione sono scese in campo le lobby dei grandi gruppi internazionali della distribuzione (la Gdo italiana, a dire il vero, è stata più aperta e disponibile), mentre la filiera alimentare, direttamente interessata dalla direttiva, non è che si sia agitata molto per la sua approvazione che è passata, e occorre riconoscerlo, grazie all’impegno di Paolo De Castro, decisamente abile nell’intessere alleanze con i rappresentanti degli altri Paesi e a respingere i tentativi di bloccare l’approvazione della direttiva. Infine, per un Paese export oriented come l’Italia, è stata fondamentale la possibilità di abbattere le barriere doganali assicurando in tal modo la libera circolazione delle merci nell’ambito Ue, dove ancora per la gran parte sono dirette le nostre esportazioni. Purtroppo oggi diamo per acquisite queste conquiste ottenute negli anni e ne sottovalutiamo l’importanza, ma per capire quanto siano rilevanti è sufficiente osservare cosa sta succedendo nel Regno Unito con la Brexit. In definitiva, negli anni sono stati numerosi e importanti i vantaggi per l’Italia e per gli altri Paesi europei derivanti dall’Ue e sinceramente appare ridicolo il tentativo di chi, per motivi politici, non vuole vederli presentando la Ue come un organismo impegnato a normalizzare la lunghezza delle banane o il calibro delle vongole, arrivando fino, come ha fatto Giorgia Meloni, a parlare di “zucchine di mare”. Una banale svista? Sicuramente! Ma anche la questione del calibro delle vongole (e non diametro) alla quale forse si riferiva la stessa Meloni, sollevata a più riprese anche da altri detrattori della Ue, è infondata visto che la questione è stata risolta con buona pace dei nostri pescatori di vongole fin dal 2016. In definitiva, fake news e ignoranza la fanno da padroni, ma il problema è che su queste “cavolate” si concentra, e si distoglie, l’attenzione degli elettori che dovranno decidere chi mandare a rappresentarli.

Sergio Auricchio

auricchio@agraeditrice.com