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Cantine Catabbo&Tintilia, una bella storia e grandi potenzialità per il futuro
La Tintilia Catabbo Colle Cervino 2019 della cantina molisana nella Top 100 di Wine Spectator
Sergio Auricchio
Erano gli anni Novanta quando Vincenzo Catabbo, che lavorava nel commercio all’ingrosso di cereali, decise di investire nel suo paese, San Martino in Pensilis (Campobasso): acquistò terreni collinari, ripidi, pieni di pietre. Ma presto si rese conto che per i cereali quei terreni non erano adatti mentre potevano essere utilizzati per dei vigneti; ma per produrre cosa?
L’occasione arriva da un incontro con un anziano contadino che custodisce poche barbatelle di Tintilia, vitigno raro, già allora quasi scomparso perché meno produttivo di altri. Vincenzo capisce che in quelle piantine c’è un patrimonio: agricolo, culturale, identitario. Un viaggio in Francia – Bordeaux e Borgogna – completa l’illuminazione: non ha senso inseguire vitigni “internazionali”, è meglio puntare su un vino che ha una sua storia e che nasca dalla cura del vigneto e dalla precisione agronomica.
Così nel 1992, quasi per scommessa, impianta mezzo ettaro di Tintilia in Contrada Petriera.
Arriva la svolta: impianti a filari, allevamento a cordone speronato, selezione delle uve, maturazioni attente. Nel 2004 la famiglia decide di vinificare e imbottigliare in proprio: nasce una cantina moderna e, con l’ingresso dei figli Sara, Carla e Pasquale, il progetto diventa un’azienda strutturata, orientata alla qualità e alla valorizzazione della Tintilia.
Da poco più di un anno il fondatore è scomparso e oggi Sara, Carla e Pasquale sono alla guida dell’azienda con la convinzione che la Tintilia possa essere una porta bandiera del Molise. “Tra l’altro questa regione – sottolinea nel corso di un incontro Carla Catabbo – ha grandi potenzialità anche come meta per i turisti e questo può essere un volano per i nostri vini che saranno supportati da una struttura enoturistica”.
Dal lontano 1992 sono oggi tre le tenute con certificazione biologica in un Molise collinare che guarda il mare ed è protetto dai rilievi della Maiella. Un paesaggio ampio, ancora integro, dove colline, pascoli, uliveti e vigneti convivono con boschi e aree di biodiversità.
Negli anni il lavoro si allarga: nuove tenute, nuove parcelle, una lettura “da cru” dei colli di famiglia. La Tintilia non è più una curiosità rurale: diventa il filo rosso dell’identità Catabbo e, insieme, uno dei simboli del rinascimento vitivinicolo molisano. Importante, a tal fine, il riconoscimento nel 2024 del Consorzio di tutela Tintilia del Molise.
Il vitigno identitario del Molise e la lettura per cru di Catabbo
Dalla nicchia al premium
Negli ultimi anni la Tintilia ha iniziato a parlare anche fuori dal Molise. Emblematico, nel 2023, l’ingresso di una Tintilia (Catabbo Colle Cervino 2019) nella Top 100 di Wine Spectator: è Sara Catabbo a raccontare, quasi incredula, di quando un importatore di oltre oceano telefonò in azienda per chiedere un loro vino che era nella Top 100 di Wine Spectator: “All’inizio ho pensato che fosse uno scherzo di qualche buontempone, ma cercando su internet abbiamo verificato che era vero!”.
Dati essenziali: la Tintilia di Catabbo
Tintilia 17 ettari: 13,5 ha Petriera; 1,2 ha Calvario; 2,5 ha Convento.
La mappa dei “cru”
Contrada Petriera – Colle Cervino: cru storico. Da qui nascono Colle Cervino e Vincè (mezzo ettaro storico, selezione e affinamento lungo).
Contrada Petriera – parcella “Fiore di Margherita”: piccolissimo appezzamento familiare, interpretazione più intima e personale.
Tenuta al Calvario: Tintilia S, versione più precisa ed elegante del cru Calvario.
Tenuta al Convento: Tintilia in Anfora, lettura contemporanea, essenziale, orientata alla purezza.